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val di Susa, 17 febbraio

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Che bella gita che abbiam fatto.

 

Siamo partiti infreddoliti lungo la strada ghiacciata che conduce a Rhuilles, ed appena attraversato il ponte , raggiunti dal sole, abbiamo potuto abbandonarci alle più svariate disquisizioni topografiche e di orientamento (argomento didattico dell’uscita) e tra un dosso esposto a S-E, un pendio in direzione N e un alpeggio a quota 1950 …. Ci siamo persi … non ricordo bene … ma credo che fossimo sulla sx orografica !!!

Di comune accordo abbiamo ritirato bussola, altimetro e carta topografica ( il gps ci era caduto nel torrente un centinaio di metri prima …) e abbiamo seguito le pochissime e quasi invisibili tracce di alcuni passaggi precedenti, appena intuibili sul fondo del vallone.

Con il fiuto dell’esperto scialpinista non abbiamo più mollato quell’esile traccia che ci ha portato su una cima innominata della val di susa … di cui ancora oggi non conosciamo il nome , perché traguardando il colle NORD e facendo l’azimut con la cima SUD, ognuno ha detto la sua … ma nessuna era uguale all’altra (ndr : ho letto oggi sul sito che trattasi del m.te giassez) !!!

 

 

Quello che mi ricordo bene è che la discesa è stata traditrice : in un attimo di “inspiegabile distrazione” ci siamo trovati su terreni vergini e con grande preoccupazione abbiamo dovuto proseguire su neve intonsa fino a congiungerci con il vallone principale. E’ stata dura ma finalmente abbiamo ritrovato la traccia che ci ha condotto dritto dritto al baule della macchina, da dove sono uscite cibarie e bevande squisite.

Per sicurezza sulla strada del ritorno ho inserito il navigatore !!!

alla prossima,

dario