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CORSO SA1 5 feb 2017 – 1° uscita rif. JERVIS Ceresole

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C’è’ sempre una grande euforia e tanti dubbi  quando si da il via ad una attività con tantissimi partecipanti.

Se consideriamo le condizioni di maltempo che ci hanno accompagnato , direi che la prima gita è andata bene, anzi benissimo ; le indicazioni da parte dei responsabili hanno permesso una fluida progressione dei  tanti gruppi, almeno in salita, con qualche intoppo in più nella fase di discesa per le differenti capacità tecniche, ma tutto nella norma.

Di questi tempi però forse l’aspetto che incide di più, peggio ancora che la perturbazione meteorologica è senz’altro la tempesta di messaggi  telefonici  , che a volte raggiunge l’intensità di un uragano, sia prima che dopo gita; personalmente non riesco a mantenere questi ritmi, mi manca il fiato più che a fare una gita di duemila metri.

Prendo atto di un utilizzo molto raffinato della tecnologia utilizzata per lo scambio di messaggi, fatto di simboli, immagini e filmati a riflesso di un mondo che accelera e semplifica tutto, che esaspera al massimo la rapidità di relazione : domande,  risposte, contatti  e modi di comunicare che condizionano allo stesso modo i ritmi della vita quotidiana : non avevo neppure ancora fatto la doccia che già volavano milionate di megabyte .

 

 

Ogni tanto provo a inserirmi in questi contesti  ma mi accorgo di non esserne capace; ho bisogno dei miei tempi per costruire frasi, riflettere , scrivere e correggere le mie parole , dopo averci dormito sopra, la notte porta consiglio … anche nel 2017;  se devo cercare una faccina ci metto un sacco di tempo e poi non conosco neppure bene il significato; parlando di scialpinismo figuratevi che non sono ancora riuscito adesso , dopo tanti anni, a capire come funzionano i rampant !!!

 

Nella gita di ieri mi è piaciuto procedere lentamente, parlare, comunicare, pensare , cogliere e assaporare il freddo della neve che copriva le nostre teste (e soprattutto riempiva la mia bocca quando mi ribaltavo a testa in giù ; che botte) .

Anche scendere lentamente, senza la fretta di arrivare subito al fondo, in sintonia con la lentezza della nevicata , sopportando per qualche ora freddo e umido, cogliendo il ritmo dettato dalla natura, mi ha regalato attimi di riflessione importanti.

La fitta nevicata ha coperto rapidamente tutte le tracce al rif. Jervis  cancellando i segni del nostro passaggio e quello di chi ci ha preceduto.

Quanta neve dovrà cadere sulla nostra testa per coprire le tracce dei ricordi ?  quanto tempo ci metterà a sciogliersi portandoli via per sempre? veloce come WathsApp ? salvata nella scheda di memoria dei nostri gps tuttofare fino alla prossima gita?

Mi piace pensare che una di queste tracce, una in particolare al rifugio Jervis, possa resistere e rimanere a lungo nei nostri pensieri .

… alla prossima …

darietto