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CORSO SA1 2016 – 4° uscita P.ta Leissè 20 marzo

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Capisco subito come gira la giornata. Dal momento e dal modo in cui appoggio gli sci sulla neve mi rendo conto di come  evolverà la gita e oggi ne ho avuto la conferma.

Tanto per cominciare, per appoggiare gli sci sulla neve, sono subito andato dalla parte opposta di tutti gli altri, tanto che il mio compagno di gita mi ha fatto notare con un po’ di timidezza :  “ … gli altri sono andati tutti di là” …  “si, ho visto“… gli ho risposto… “ma per tua sfortuna oggi sei con me e a me piace girovagare e spaziare fuori dagli schemi” e se voi conoscete la Leissè  sapete bene che di spazi per girovagare ce ne sono infiniti, senza dover per forza seguire tutti la stessa traccia: le premesse erano buone per rimanere fuori dalla ressa.

La progressione è rapida e decidiamo di salire il ripido pendio finale che porta direttamente alla cima. La neve è un po’ dura, la pendenza non scherza e le inversioni richiedono concentrazione , soprattutto perché siamo  senza coltelli (non mi ricordo mai di prenderli …) , e quando siamo sul più bello il nostro ritmo viene frequentemente interrotto dai contatti radio, con annunci di richiesta di pronto soccorso ad un componente del gruppo indisposto .

Io lo so che è tutta una scusa per farmi rallentare, ma non casco nella trappola , e procedo determinato verso la cima, dove arriviamo per primi e possiamo godere in silenzio del panorama eccezionale a 360°.

Benissimo!... ma adesso non posso esimermi dall’intervento di pronto soccorso; organizzo una veloce discesa fino al punto in cui si trova la malata e allestisco un improvvisato ospedale da campo, avviando immediatamente l’intervento di rianimazione . Tutta l’operazione si conclude con successo.

Naturalmente, nell’attesa che scenda tutto il gruppo, ho avuto modo di apprezzare tutte le chiamate ricevute per sincerarsi delle condizioni della paziente e soprattutto mi conforta vedere che tutti scendono disinvoltamente e velocemente verso di me e ingenuamente penso che in pochi minuti mi raggiungeranno :  finalmente avrò un supporto.

Povero illuso … erano così impegnati a lasciarsi trasportare su quel bel manto di velluto bianco che non si sono nemmeno ricordati di noi due sfigati;  l’occasione era ghiotta per sfruttare ancora la discesa fuori dal percorso più battuto tanto che per un attimo ho quasi pensato di lasciarli andare. Poi non ho saputo resistere al piacere di condividere 4 curve con altre 40 persone tutte ammassate negli stessi 40 mq e mi sono prodigato in rumorosi richiami.

Ci ricongiungiamo al gruppo, concedendoci nuovamente alcune brevi varianti per uscire dal percorso battuto, e velocemente raggiungiamo le auto. Un bel sole ci accompagna nella nostra consueta merenda mentre i pensieri vagano giĂ  alle prossime mete, possibilmente dove ci sia spazio per disegnare la nostra traccia.

Alla prossima

darietto