Home

CORSO SA1 2016 – 2° uscita testa di Entrelor 21 febbraio

E-mail Stampa PDF

Azimut 360°

Che bello avere gli  amici che vanno a fare gite praticamente tutti i giorni e che conoscono perfettamente le condizioni nivologiche di tutti i versanti a tutte le quote di mezzo arco alpino; ti senti più rilassato perché chi meglio di loro potrebbe consigliarti la vallata e i pendii migliori ? mica stelline e nickname .

Tanto per iniziare bene la giornata, alle 7 di mattina, mi svegliano le prime telefonate che riferiscono addirittura di 16° nella conca di Aosta. 16° ??? me lo faccio ripetere 3 volte perchè sono ancora un po’ addormentato ... e preso in contropiede, mi trovo a dover condividere la scelta della gita.

 

Approvo ! e perché non dovrei !?!? … del resto l’itinerario l’hanno appena percorso 3 settimane prima, e io posso davvero preventivare una gita a testa bassa, guardando solo le code degli sci di chi ti sta davanti e intanto continuare a dormire … pacchia alla grande  … ne sarò capace? … faccio finta di crederci ...

Ho scoperto che trovare parcheggio a Rhemes la domenica mattina è più difficile che il sabato pomeriggio all’Auchan, ma finalmente , dopo aver corrotto il parcheggiatore, possiamo partire : didattica della giornata : topografia e orientamento.

Con il mio gruppo, sfortuna loro, decido di non sfruttare la mega traccia di salita (lo sapevo che ci sarei di nuovo cascato) ma di fare una nostra traccia autonoma in 30 cm di neve marcia nel bosco ripido … fantastico !!!  leggo negli occhi dei miei compagni un entusiasmo alle stelle , confermato ad ogni volta che incrociamo la traccia … noi si prosegue autonomi !!!  identifichiamo e memorizziamo alcuni importanti riferimenti lungo il percorso … remember … assamai .

Sbuchiamo anche noi fuori dal bosco , finalmente al sole, stanchi morti, dove finalmente possiamo prendere fiato mentre definiamo la nostra posizione e con la bussola tracciamo vari azimut per delineare il nostro percorso.

Dopo estenuanti riflessioni su quote, angoli, azimut, versanti, dossi, curve di livello, perfettamente irriconoscibili sulla nostra carta scolorita, ero quasi riuscito a convincere i miei compagni sulla direzione da seguire quando nel frattempo arrivano le indicazioni di risalire lungo i pendii sulla nostra dx e ci indicano che la punta è appena dietro un colletto, un po’ nascosta; si riaccende la discussione ma con le orecchie basse, ci dirigiamo nella direzione indicataci …

Ho il tempo di percorrere 100 m assorto nei miei pensieri "… devo ripassare topografia … non so più fare neppure un azimut … sbagliato tutto … depressione!!! … però … sono proprio sicuri ???.. eppure…hanno fatto la gita 20 gg fa …." quando improvvisamente delle grida mi riportano alla realtà : " E’ DI QUA’ !!!"  : indicandoci esattamente la direzione che avremmo preso noi … sono ancora più confuso di prima … !!!  che ci abbiano presi per il c..o ? faccio finta di credere a questa ipotesi …

Qualcuno non ha fatto in tempo a cogliere il contrordine e sta risalendo il pendio farlocco e qualcun altro, con la scusa di avvertire i fuggitivi, ne approfitta per fare qualche m di dislivello in più.

Va bene . RESET. Ripartiamo.

Nuovamente incitato dai miei compagni di gita ignoro la traccia in diagonale che sale al colle (questa volta quello vero) e con un bello zoccolo sotto le pelli mi abbasso nel vallone dove possiamo ritracciare liberamente evitando  i ripidi  traversi sotto i pendii N : sottovento e placconati … assamai.

In cima siamo tutti soddisfatti, e prima di partire, riceviamo le direttive per la discesa : gruppi a vista e nel bosco traccia unica … perfetto !  indicazioni chiare, precise, facili da ricordare ! finalmente pacchia …

… neve discretamente sciabile e disposizioni rispettate fino al limitare del bosco,  poi marciume … i gruppi davanti spariscono dalla nostra vista, rapidamente inghiottiti dal fitto bosco e il bel traccione previsto si presenta invece come una ragnatela di mille tracce dalle forme più bizzarre; presto ci ritroviamo in pochi istruttori a supportare i gruppi più arretrati , dove stanchezza, fatica, attacchi lenti e neve marcia ci costringono a rallentare notevolmente il ritmo della splendida discesa.

Ormai i nostri compagni a valle ci danno per dispersi … la radio continua incessantemente a darci indicazioni sulla discesa, come fosse un  navigatore "a quota 1837 girare a sx ; al terzo larice proseguire a dx, poi giu’ dritti per 3 curve … "  ma questa volta, visto i precedenti della salita , decido di ignorare volontariamente ogni indicazione !!! Seguiamo i riferimenti memorizzati in salita … remember …e ci ritroviamo proprio sulle teste dei nostri compagni, che in cuor loro credono che siamo arrivati fin lì grazie alle loro informazioni  … per non deluderli faccio finta di dargli ragione …

Per il rientro in macchina imposto il navigatore … assamai …

Alla prossima

darietto