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aiguille de l'epaisseur - 12 aprile - corso SA1

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Finalmente abbiamo visto la primavera ; finalmente abbiamo portato un po’ di sci in spalla sia in salita che in discesa; finalmente abbiamo potuto usare i rampant; finalmente il bruciore della crema solare che ti cola sugli occhi e  finalmente … come tradizione, abbiamo portato le patate dentro allo zaino che lo appesantivano ancora di più di quanto non fosse già pesante di suo .

 

Io il sabato , sapendo che c’erano da portare le patate, ho scelto di salire solo al rifugio, accompagnando il secondo gruppo, così ho scoperto lo slow-walk (in salita mi riesce molto bene) e passo dopo passo sono entrato in perfetta sintonia con l’ambiente, senza  fretta e senza esigenze particolari. E’ un esercizio mentale che mi è stato molto utile per tantissimi buoni motivi e che consiglierò di sperimentare a tutti gli istruttori.

La domenica sono stato fermo al rifugio, convalescente, mi sentivo tanto  … uno di quelli che fanno tante parole e pochi passi, uno di quelli che si illude che gli altri lo ascoltino, uno di quelli che comincia a rispolverare i ricordi per rendere vive delle emozioni .

Non avevo mai provato a restare dietro la finestra a guardare gli altri partire e ho iniziato a comportarmi proprio come fa un genitore col proprio figlio : "… avete preso tutto?. .. non avete dimenticato niente ?... mi raccomando, appena arrivate fatevi sentire …."  In quel momento sei perfettamente consapevole  di esserei patetico, che sanno badare a se stessi e che nessuno ti chiamerà alla radio; però ti senti comunque di doverlo  fare, almeno per la tua coscienza.

Così ,  assorto in questi pensieri  di responsabilità, rientri in camerata e …. sbadabang …. ti inciampi in una pala e in una sonda dimenticate dal tuo gruppo e capisci al volo che finalmente è arrivato il tuo momento, un’azione utile che giustificherà e darà un senso alla tua presenza.

L’ elemento che può compromettere le sorti della gita si è improvvisamente materializzato nelle tue mani e devi gestire la situazione nel migliore dei modi, non puoi permetterti di sbagliare; il destino della gita dipende dalla tempestività ed efficienza del tuo intervento, è un’occasione unica, irripetibile per dimostrare a tutti quanto sarà determinante !!!

Con il cuore in gola, rischiando menischi e legamenti perché stai correndo con delle ciabatte di quattro numeri più grosse del tuo piede, ti scaraventi fuori da rifugio, giù dalle scale a quattro scalini alla volta, sulla neve gelata e cominci ad agitare in aria la pala come fosse una bandiera al vento e recuperando il poco fiato che ti è rimasto gridi : "chi l’ha dimenticata?"  pensando già agli abbracci e ai ringraziamenti per questa eroica impresa … ma il gruppo è già lontano e qualcuno, interpretando il tuo gesto come un saluto, ricambia molto allegramente  sventolando il berretto … rientri in rifugio con la tua pala in mano e incroci il gestore che ha seguito tutta la scena, accenni un piccolo sorriso e speri che essendo francese non abbia capito, invece ha capito benissimo e si vede da come ciondola la testa .

Passi il resto del tempo a binocolare i pendii e le creste che ti circondano; a fantasticare discese pazzesche ; a pensare quando sarai di nuovo in forma ; a guardare se da dietro al dosso  compare qualcuno che torna a riprendere pala e sonda … no, nessuno, aveva capito bene il gestore .

Quando all’improvviso incroci gli sguardi felici e raggianti dei tuoi amici che rientrano al rifugio, non ti serve altro per capire che il tuo posto quel giorno è lì in mezzo a loro, in mezzo al tuo gruppo; in quel momento non servono parole , è sufficiente vedere la gioia stampata in quei sorrisi per sentirti pienamente ricompensato di tutto quello che è stato fatto nei mesi passati e sai che per loro lo rifaresti altre 1000 volte … però ...

….. voglio sciaaaaaaarrrrrrrreeeeeee  !!!

darietto